Indagare ed intervenire sul cedimento dei solai: sfondellamento e prevenzione

Lo sfondellamento dei solai o più precisamente del fondello intradossale delle pignatte è uno dei più tipici fenomeni di cedimento che si verificano in un solaio; nelle notizie di cronaca, sempre più spesso, vediamo protagonisti fatti relativi a cedimenti di solai in edifici pubblici ed in particolare nelle scuole, come anche recentemente accaduto in Friuli Venezia Giulia al Liceo classico di viale XX settembre a Gorizia, in Veneto all’asilo di Lugagnano di Sona, in Sardegna alla scuola Dettori di Cagliari, od in Puglia alla palestra De Carolis di San Marco in Lamis, un fenomeno quindi trasversale, che attraversa l’Italia da nord a sud, da est ad ovest, senza distinzione alcuna, mettendo in grave pericolo studenti, addetti ai lavori ed avventori, sempre più spesso con risvolti quanto mai potenzialmente tragici. Come evitare tutto ciò? La soluzione è semplice, anche se scarsamente adottata; sarebbe infatti necessaria la sola predisposizione di un semplice programma di monitoraggio preventivo (prevenire è meglio che curare…), ma d’altra parte è anche vero che le Amministrazioni Pubbliche sono sempre più a corto di fondi e di finanziamenti, che vengono poi reperirti solo in situazioni di estrema contingenza, sarebbe sufficiente la sola attività di screening preventivo in un edificio cosi detto “a rischio” per permettere alle Amministrazioni di intervenire solo dove e quando necessario, riducendo la spesa pubblica e gli sprechi, lasciando poi così nuove risorse da investire in ulteriori attività preventive: unico vero strumento da utilizzare per la salvaguardia dei cittadini e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

sfondellamento solaio     crollo solaio

In Italia ci sono centinaia di migliaia di edifici lasciati a se stessi e certamente non ci sono le risorse economiche per demolire e ricostruire, quindi la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente è quanto mai l’unica risorsa nel breve periodo da utilizzare per la salvaguardia del patrimonio e dell’incolumità dei cittadini.

Negli ultimi anni sono stati approfonditi molteplici metodi di indagine e monitoraggio, l’esperienza del nostro team, esperto in Indagini Non Distruttive volte alla salvaguardia del patrimonio immobiliare, ha portato a sviluppare un metodo consolidato e rapido (Bumptest) che attraverso il confronto e l’incrocio di vari metodi d’indagine, crea una mappatura sullo stato di salute dei solai operando in maniera non invasiva; in questi anni è stato possibile, a fronte di interi edifici sottoposti a chiusura preventiva, circoscrivere le zone a rischio ed intervenire solo in aree circoscritte, riducendo così l’impatto economico dell’intervento di ristrutturazione necessario (o magari la chiusura a tempo indeterminato…) ed organizzare un programma di manutenzioni ben contestualizzato e puntuale, fino ad arrivare al Fascicolo del Fabbricato, documento accessibile a tutti dove dentro possano essere inseriti i dati relativi alla struttura ed alle sue criticità.

Il metodo d’indagine messo a punto dal team Sicuring (il Bumptest), per prevenire lo sfondellamento dei solai e quindi cedimenti improvvisi, è un nuovo metodo di analisi incrociata che unisce ad una prima verifica speditiva (battitura manuale), l’analisi termografica e quindi l’esecuzione di ulteriori analisi mirate (endoscopie e test sonici semiautomatici) sulle parti maggiormente a rischio del solaio: il confronto incrociato di queste diverse tipologie d’indagine consente di produrre la mappatura della superficie indagata, sulla base di dati oggettivi, individuando così le zone a rischio immediato e le zone invece con un indice di rischio accettabile, che non necessitano di alcun intervento di manutenzione se non un programma di screening ripetuto nel tempo; tutto ciò consente quindi una migliore diversificazione delle risorse, una riduzione della spesa, maggiore sicurezza ma soprattutto una valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Approfondimenti ed aggiornamenti su facebook Indagini Non Distruttive e su twitter @sicurindagini

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